13/12/2011

Li-cuori solitari

Senza via di scampo e sentirsi innamorire dentro. Io a sparare alle nuvole per non far piovere sui campi già dissetati e tu ad usarle come silenziatori ai decibel urlati ai passanti. Le tue birre cinesi d'asporto e le feste di laurea per raccontare d'esserci riuscita. Sei la fine del mondo, sei la fine del mio mondo. Le mie dita dentro di te e il cuore che ci provava in ogni modo ad avvolgerti, ma sei sfortunata e irrisolta come quella serie televisiva che ti piaceva tanto e che hanno troncato per i bassi ascolti. Notti passate ad imbiancare i muri sporcati di bugie e notti passate a pensarci soli, ogniuno a rincorrere il proprio sole per capire se scotta ancora. Il nostro mare Adriatico che non abbiamo mai sorvolato e la stratosfera che non abbiamo mai navigato per le tue vertigini occasionali. Dio solo sa quante volte ho fotocopiato il tuo viso davanti ai miei occhi. Le durissime battaglie per averti, dure come quei parapiglia in cui ci si lanciava addosso i sanpietrini per difendersi dall'assalto delle armate del male. Le mie sorprese nel bel mezzo della pausa pranzo viste come interferenze e l'attraversata dei sette mari in vasca da bagno che resterà un sogno irrealizzato. Non mi resta che lasciare ai miei occhi qualche giorno di velleità di spegnitori d'incendi.

06/12/2011

NATAmaLE 2011

E' Natale. Il duemilaundicesimo natale mondiale è scoccato. Eserciti ed orde di fanciulli coalizzati alle manovre di governo stanno per azzerare le economie familiari. Quantomeno sbilanceranno i già labilizzati equilibri monetari in una crisi che sembra infinita. Speranze e desideri relegati ad un signore barbuto dai seri problemi di mobilità e dall'eccentrico vestiario tutto rosso. Per i padri che come me sono squattri nati diversamente ricchi, non resta che aspettare ansiosi la tredicesima, quell'assegno sessualmente post dotato che consenta di fare qualche regalo al proprio figlio. Per i miei sogni del venticinque dicembre non c'è più spazio. Tutti chiusi nel vecchio cassettone comprato al mobilificio oggi fallito, fiduciosi di uscire a prendere un pò d'aria s'accorgeranno presto che la loro tempistica di realizzazione non coincide con la mia. Sono ancora qui ad aspettare le giuste condizioni cli matti che facciano piovere dal cielo termosifoni per scaldare il freddo che mi porto dentro. Nelle vie del centro è più luminoso che una mattina d'estate. Le luci tatticamente intervallate di qualche metro attraversano la strada sopra le nostre teste, colorate ed ubbidienti alle regole di mercato. Tutte tranne una. Dicono funzioni male perchè va ad intermittenza. Non è affatto così, quella luce sei tu che ti stai ribellando alle regole e agli obblighi che non hai mai trovato sensati e che non ti sono mai piaciuti.

16/09/2011

Un amore malconcio

Mi alzerò da quella sedia e me ne andrò lasciandoti incustodita. l'accumulo dei punti del supermercato e le nostre speranze rinchiuse tutte a Regina Coeli. le rivolte dei nostri scaffali in nome di un'anarchia consapevole. l'invidia per la facilità a cadenza trimestrale con cui acquisti un cuore nuovo dall'ambulante sotto casa. le  tue maschere a gas di Fukushima e l'aria che si può vendere a tranci dopo le litigate sterili che ci inventiamo. è un'inutile spargimento di promesse. sei più contraddittoria di una barca multicolore per nascondere le magagne. batti bandiera dell'eterna indecisa, quella che per passare lo stretto deve prima andare al largo. le grigliate in mare aperto dopo gli aperitivi isolati e la tue lezioni di chitarra sempre quando sei giù di corda. gli esperimenti di chimica nei migliori dance floor della riviera e i pavimenti dell'appartamento da dipingere color cielo per non smettere più di volare. insieme decidere di chiamare serenità un giorno della settimana a nostro piacimento e il bungee jumping dai tuoi precipizi alti due scalini. le tue cascate interiori alte venti centimetri in cui tuffarci dentro e lasciarci finalmente tutto alle spalle e l'allevamento di draghi per dar da lavorare ai vigili del fuoco di vicenza.