27/10/2010
Appena s-conosciuta
Li fuori a quattro metri dall'uscita del bar con l'interminabile sigaretta, la mano col nervoso e la mania da macchina arriccia capelli. Tu a raccontarmi dei tuoi viaggi estivi, di una Francia da cartolina inchiodata al muro di una cantinas De La Paragua ed io con un'attenzione millimetrica nell'ascoltare ogni parola espressa dai tuoi occhi terapeutici. Dalle tue espressività fai intravedere l'argenteria ben nascosta e tramandata, ma solo chi ne è veramente intrigato e ti ha stimolata avrà fortuna d'usare. Sulle tue unghie scorrono i riflessi delle luci delle automobili che ci sfrecciano accanto e procedono alla vicina svolta, ma ne sono convinto, vorrebbero passarci vicino ancora per avere un'altra piccola occasione di illuminarti meglio. Non so veramente perchè scrivo di te, mi incuriosisci. Realizzo per certo la potenzialità che avresti nel non darmi da bere e nel farmi morire i fiori nei vasi di casa. Ammaliante e convincente, con te brinderebbero per una dieta prescritta anche un gruppo di piante grasse in assetto da guard rail di montagna. Ci sogno ipotetici compagni d'amore, il romanticismo da fine ottocento di cui sei interamente ricoperta è celato sotto la bellezza di una natura che ti ha reso grazia d'esser goduta ed invidiata. Con te farei dei viaggi nel sud degli stati disuniti, passando da una città scheletrica all'altra, fermandoci di tanto in tanto da qualche maga a farci leggere i piedi perchè le mani potrebbero rivelare segreti inconfessabili e banali. Dormiremo all'aperto e ci passeremo l'unica felpa disponibile, inumidita delle lacrime della notte che ci tiene un sacco a farci sapere di essere li con noi come silenziosa compagna.
17:11
Scritto da: johnst33d
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Commenti
ancora non ti conoscevo?
ma un giorno, finalmente, luce fu! ;)
Scritto da: largen | 02/04/2012
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